Martedì 13 ottobre il preside di Lettere e Filosofia, Michele Cortelazzo, comunica agli studenti del primo anno di Geografia dei Processi Territoriali che erano a lezione la sospensione del corso di laurea a cui sono iscritti, come comunicato dal rettore alla seduta del Senato Accademico della sera precedente. Cercheremo qui di sbrogliare la vicenda che ha come effetto ultimo la situazione che ha interpretato Francesco nel suo articolo.

 


Avvisi di ammissione e "numeri minimi"
Per legge ogni corso di laurea può iniziare, "essere aperto", solo se ha un numero minimo di iscritti. Ci sono degli standard nazionali (il DM 544/2007 fissa per la classe di laurea di a cui appartiene PGT il numero di 36); l'Università di Padova ha scelto di tenere criteri anche più restrittivi, con numeri minimi più alti: per PGT sarebbero 75 iscritti. Nell'Avviso di ammissione di Lettere e Filosofia tuttavia si metteva in evidenza che nonostante da diversi anni questa soglia non fosse stata raggiunta il corso era sempre stato attivato; infatti ogni facoltà ha, verificata l'opportunità culturale e in accordo con gli organi dell'Ateneo, la possibilità di farne partire uno in deroga ai requisiti minimi.  Tale "bonus" deve essere motivato saldamente. Il Nucleo di Valutazione dell'Ateneo, le cui espressioni vengono fatte proprie dal Senato, sentita il consiglio di corso di laurea, la facoltà e il senato stesso, aveva dato il via libera all'eventuale impiego del bonus per PGT per quest'anno accademico, fermo restando che vista la situazione critica del corso sarebbe stato opportuno per gli anni prossimi rimodulare l'offerta didattica.
Primi passi degli aspiranti geografi all'Università di Padova
Al test di ingresso partecipano una trentina di aspiranti geografi. Successivamente da alcuni uffici ricevono dei "consigli" in buona fede sul fatto che sarebbe stato meglio per loro non perfezionare l'iscrizione, in quanto con molta probabilità il corso non sarebbe stato attivato. Manca in questa fase un coordinamento comunicativo tra i diversi attori dell'ateneo, per cui a voce gli studenti si sentono dire il contrario di quello che avevano visto per iscritto. Manca anche un momento di indagine sulle intenzioni dei preiscritti e sulle prospettive che si sarebbero potute avere, visto il termine ultimo di verifica del numero minimo fissato al 10 ottobre. Infine si iscrivono versando la prima rata e ottenendo il numero di matricola ventuno studenti, che iniziano regolarmente a frequentare le lezioni il 28 settembre. (per la precisione ci sarà anche chi tenterà un'iscrizione in ritardo).
Fotofinish ed emergenza
Dopo la verifica al 10 ottobre, il rettore Zaccaria al Senato di lunedì 12 ottobre in sede di "comunicazioni" all'ordine del giorno annuncia la chiusura di questo e altri corsi di laurea. Le modalità non prevedono una votazione, e la chiusura viene percepita come "atto dovuto". Inoltre si fa riferimento alle sanzioni che le direttive estive ministeriali prevedono di applicare agli atenei che "sgarrano". I senatori non avevano comunque avuto modo di informarsi o considerare le singole situazioni in quanto non era un punto esplicitato dall'odg, ma sarebbe stato ovviamente opportuno visto che precedenti considerazioni di possibili deroghe erano state accolte. Alla facoltà di lettere spetta a questo punto il compito di offrire delle alternative agli studenti, in primis deve indicare il corso di laurea affine a cui indirizzarli. Subito in serata il presidente del corso di laurea Andrea Pase viene informato, e la mattina dopo il preside va a informare gli studenti della situazione (si fa presente che addirittura secondo il protocollo questo non era previsto, sarebbe bastata comunicazione sul sito di facoltà!). La soluzione di ripiego il più possibile onorevole che viene elaborata da Pase e dalla vicepreside Vanelli è il passaggio a Progettazione e Gestione del Turismo Culturale, con l'elaborazione di un piano di studi il più possibile simile a quello di Geografia, nella prospettiva di continuare con una magistrale che sicuramente sarà attivata. Altre alternative: il trasferimento diretto a Bologna, dove ha sede il più vicino corso di laurea in Geografia con ovvio rimborso delle tasse, oppure la possibilità di restare un anno a Padova con un piano di studi che preveda la possibilità di conseguire i crediti utili in previsione di un passaggio a Bologna senza debiti formativi.
Solidarietà e protesta
In settimana il disagio degli studenti di geografia si incontra con i gruppi studenteschi riuniti in un'assemblea d'ateneo a Scienze Politiche. Diversi studenti e i rappresentanti degli studenti si riuniscono nella mattinata di venerdì per informarsi e discutere del problema e di come protestare. Il punto di partenza è che la situazione finale è il frutto di un'organizzazione e di un'informazione dell'Ateneo carenti, e che questi ragazzi sono stati anche vittime di una gestione confusa. Dopo un colloquio dei ragazzi e di altri studenti con il preside, si chiederà un incontro col rettore, che avviene il lunedì con somma insoddisfazione degli studenti: l'atteggiamento del rettore di fronte alle loro perplessità e esigenze umane è purtroppo piuttosto arrogante e di assoluta chiusura.
Il Consiglio di Facoltà e il Consiglio degli Studenti
Il 21 ottobre è convocato il cdf, che prevede alla discussione anche la questione di GPT. L'iniziale esposizione delle vicende da parte del preside è interrotta dall'irrompere di una trentina di studenti con striscioni e cartelli, tra cui i ragazzi di geografia, uno dei quali leggerà un comunicato. Il Cdf viene immediatamente sospeso dal preside, in quanto, come verrà subito dopo fatto presente da una professoressa, non si può accettare che delle persone esterne a un organo democratico conducano la discussione e pretendano di influenzarlo nell'esercizio delle sue funzioni, altrimenti potrebbe fare lo stesso, tanto per fare un esempio, una qualsiasi azienda che ci ha dato dei finanziamenti; che se il cdf c'è in una certa composizione e indipendenza, è a garanzia di tutti. Altri studenti, non di geografia, prendono la parola per esporre le proprie ragioni e chiedere delle prese di posizione da parte dei docenti, i quali però probabilmente non hanno avuto ancora modo di essere ben informati. Alla loro uscita, il cdf riprende. Dopo il resoconto del preside, viene presentata dal rappresentante degli studenti Mattia Gusella una proposta di delibera di richiesta di (ri)attivazione del primo anno di GPT, basata sull'art 9.2 del DM 270/04 per cui uno studente iscritto ha la garanzia di poter concludere il ciclo di studi iniziato (e l'iscrizione e la matricola con il versamento della prima rata gli aspiranti geografi le avevano), sul parere favorevole del nucleo di valutazione, e sull'osservazione di una non mutata condizione rispetto agli anni precedenti. Emerge inoltre nella discussione il peso delle pecche a livello procedurale e tecnico-normativo, e l'insondabilità dell'entità delle sanzioni minacciate dal ministro. In particolare gli interventi sottolineano la questione del metodo, e il fatto che ci voglia chiarezza nella pianificazione dell'offerta didattica, ovvero che i tempi siano di buon senso. L'Università deve praticare l'accoglienza perchè non è possibile mettere degli studenti in questa posizione di incertezza. La mozione viene infine approvata all'unanimità.
Insomma: è innegabile che in prospettiva sia necessario rimodulare l'offerta didattica, visto che non sembra che ci sia per la triennale di Geografia una grande richiesta sociale, mentre magistrale e dottorato sono fiorenti e richiesti, e l'interesse per il mantenimento degli studi geografici a Padova non è in discussione; tuttavia le modalità adottate non sono state corrette.
Anche il Consiglio degli Studenti, convocato dal Presidente proprio per discutere di questa questione, si è espresso per chiedere con una nota la riapertura del corso in armonia con le posizioni della facoltà di Lettere.

Si attende ora l'esito del Senato accademico di lunedì 9. Noi auspichiamo una presa di responsabilità da parte dell'Ateneo, in direzione dell'accoglimento della richiesta di (ri)attivazione per quest'anno accademico mossa da più parti.

 

 

Ultimo aggiornamento ( Sabato 07 Novembre 2009 10:53 )