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Giovedì 20 Maggio 2010
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La protesta dei ricercatori - Intervista al presidente del Consiglio degli Studenti
Venerdì 07 Maggio 2010
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Spesso la forma è sostanza
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Assemblea di lettere: un'analisi del ddl Gelmini alla luce dei tagli

Università

L’aula Calfura 1 piena, una trentina di ragazzi in Calfura 2. Forse non molti, ma insomma è un inizio. Forse un modo per riuscire finalmente a trovare delle proposte concrete di opposizione. L’assemblea della Facoltà di Lettere e Filosofia, svoltasi oggi, mercoledì 11 novembre al Maldura ha espresso le preoccupazioni e le problematiche relative al nuovo disegno di legge Gelmini.

 

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 11 Novembre 2009 18:53 )

 

Chiusa Geografia: solo in 4 per la riapertura

Università

foto di http://www.flickr.com/photos/jasoon/10837680/Il senato accademico ha deciso di confermare la chiusura di geografia dei processi territoriali e di respingere la richiesta di riapertura presentata dalla Facoltà di Lettere e sostenuta dal Consiglio degli Studenti.

Il Senato ha votato la ratifica del decreto rettorale che chiudeva il corso di geografia. Il provvedimento ha visto contrari alla chiusura solo quattro rappresentanti degli studenti: Maria Consarino (Sindacato degli Studenti), Mattia Gusella (Studenti per), Andrea Scuttari (Ateneo Studenti) e Tommaso Cirillo (Studenti in movimento). Mattia Ardenghi (L'ora del merito) si è invece astenuto.

C'è inoltre da segnalare un'astensione importante: quella del Preside di Lettere Michele Cortelazzo, contrariamente a quanto ci si sarrebbe aspettato non ha votato contro la chiusura del corso anche se il proprio consiglio di facoltà aveva votato all'unanimità la richiesta di riapertura di geografia.

Intanto arrivano le prime impressioni dal mondo studentesco. "Mi spiace che il Senato Accademico non abbia ascoltato la voce degli studenti e dei suoi rappresentanti" ha dichiarato il presidente del consiglio degli studenti Gianluca Pozza, e ha aggiunto "mi auguro che ora l'Ateneo applichi il massimo dell'impegno per aiutare gli studenti di geografia". Dello stesso parere la senatrice Maria Consarino a cui aggiunge un certo stupore nella scelta del Preside di Lettere di astenersi.

Di questa giornata rimangono venti ragazzi che si ritrovano senza il corso di laurea a cui erano iscritti. Certo c'era il rischio che il prossimo anno l'università dovesse pagare una penale per questa apertura, ma è una penale la cui entità è ancora un mistero e sulla cui effettiva gravità abbiamo parecchi dubbi. Vedremo fra un anno se il rettore avrà avuto ragione, intanto ci rimane la sensazione che si sia giocato alla roulette russa con gli studenti, e che se si fosse trattato di spendere o rischiare per il corso o il dipartimento di qualche noto professore tante paure non ci sarebbero state.

 

 

 

Foto: licenza creative commons, foto scattata da www.flickr.com/photos/jasoon/

Ultimo aggiornamento ( Sabato 14 Novembre 2009 12:09 )

 

Assemblea di Ateneo Martedì 10

Università

Questo martedì (10 novembre) alle ore 17.00 in aula B del dipartimento di Fisica (entrata da via Paolotti) si terrà un'assemblea di Ateneo sulla riforma universitaria del ministro Gelmini. Come potete vedere qui, si tratta di una riforma molto pericolosa per molti aspetti.


Uno di questi è l'entrata di esterni (fondazioni, banche, comune, provincia, regione, aziende?) obbligatoria (cioè senza l’obbligo di metterci schei) nel consiglio di amministrazione dell'università che mina l'indipendenza del sapere rischiando, di fatto, di privatizzare le università. Qualcuno potrebbe dire: “ottimo viva il privato che è efficiente, che non sottostà alle logiche baronali e politiche”. Se ci trovassimo in un altro paese si potrebbe anche aprire un lungo dibattito su questo, ma aprirlo qui ed ora non ha senso: vedete intorno a voi industrie, banche e fondazioni volenterose di finanziare in maniera sostanziosa l'università?  No, perché subentrare allo stato è molto costoso! Qui si tratta del solito capitalismo all'italiana (potremmo forse chiamarlo corporativismo): lo stato ci mette i soldi e i privati decidono (e magari sono i soliti amici degli amici a trarne vantaggio).


Il punto che più mi preoccupa, però, riguarda il diritto allo studio. Infatti il governo vuole prendersi una delega per decidere da solo, senza che poi il parlamento possa valutare la decisone, la riforma delle leggi sul diritto allo studio. Ho forti dubbi che questo governo voglia riformare questo diritto per potenziarlo (servono soldi per farlo), purtroppo mi aspetto di veder diminuire i diritti degli studenti selezionandoci non per merito, ma per censo. Mense, borse di studio e tasse abbastanza basse oggi ci sono garantite per diritto, il diritto di ogni persona all'istruzione, al sapere! Vi pare inutile? Purtroppo temo che questo possa essere, alla fine, l'effetto più grande di questa riforma.

 

Ultimo aggiornamento ( Sabato 07 Novembre 2009 16:12 )

 

Geografia - Cronaca della chiusura di un corso

Università

 

Martedì 13 ottobre il preside di Lettere e Filosofia, Michele Cortelazzo, comunica agli studenti del primo anno di Geografia dei Processi Territoriali che erano a lezione la sospensione del corso di laurea a cui sono iscritti, come comunicato dal rettore alla seduta del Senato Accademico della sera precedente. Cercheremo qui di sbrogliare la vicenda che ha come effetto ultimo la situazione che ha interpretato Francesco nel suo articolo.

 

Ultimo aggiornamento ( Sabato 07 Novembre 2009 10:53 )

 

Considera Geografia.

Università

 

Il problema che il corso non esista più è relativo, e che in tutta probabilità non esisterà mai più. Lo ho saputo ad una non piacevolissima assemblea di Ateneo dove eravamo le 4 solite facce, e le solite parti decise ancora prima di cominciare, con i soliti ad alzare la voce ed i soliti ad abbassare i toni, pace. Non li conosco per nome i ragazzi dell'ex-corso di Geografia ma non credo sia necessario per parlarne, d'altro canto tutti i giorni i telegiornali propongono servizi su questo o quel dramma lasciando da parte le persone, mettendo la luce sull'esplosione, be' io non li conosco per nome dicevo, però almeno non parlerò del botto, delle proteste che ci sono state, né dell'atteggiamento del Magnifico Rettore, né tanto meno della politica della Facoltà di Lettere.

 

Ultimo aggiornamento ( Sabato 07 Novembre 2009 10:16 )

 

Perché il CdA di esterni segna la fine dell'università (italiana)

Università

L’ora X è scattata per l’università Italiana. Nei prossimi mesi sarà discusso in parlamento il disegno di legge Gelmini, la cosiddetta “riforma” dell’università, che in effetti cambierà completamente gli atenei, deformandoli tanto da non renderli più riconoscibili come i luoghi della libera formazione e della circolazione del sapere (tanto per citare l’art. 1 del decreto incriminato). Un Consiglio di Amministrazione dove il mondo esterno è coinvolto per legge al 45% nelle decisioni dell’accademia ha un chiaro obiettivo: formare, già a livello universitario, delle strategie di mercato, delineate dai soggetti esterni, che agevolino la produzione e la ricerca applicata, in favore di un risanamento economico e di un futuro investimento in nuove tecnologie. L’obiettivo sembra nobile, ma dobbiamo stare attenti all’altro piatto della bilancia: il gioco vale davvero la candela?

Ultimo aggiornamento ( Martedì 03 Novembre 2009 12:03 )

 

DDL (Distruzione Definitiva Letale) Gelmini sull’università

Università

Peggio della 133. L’università pubblica italiana ha pochi mesi di vita, se non blocchiamo subito l’attacco del governo.

Cosa caratterizza le università private? Tasse alte e gestione in mano ai privati. Bene: i tagli della 133 produrranno aumenti delle tasse agli studenti, e la nuova riforma mette la gestione dell’università in mano ai privati. Non serve più trasformarle in fondazioni: se la legge passa, tra meno di un anno tutte le università italiane saranno, di fatto, private.

 

Ultimo aggiornamento ( Martedì 03 Novembre 2009 14:43 )

 

Contromafie 2009 - corrispondenza dagli stati generali dell'antimafia

Italia e Mondo

CORRISPONDENZA DA ROMA - “La mafia teme la scuola più della giustizia” diceva il giudice Antonino Caponnetto, ideatore del pool antimafia di Falcone e Borsellino. Così ci si riunisce per far scuola e per proporre iniziative di promozione della legalità nei LUOGHI DELLA FORMAZIONE e della cultura. Per questo era importante, all’inaugurarsi di questo nuovo progetto editoriale, che Uscita di Sicurezza ci fosse. Per questo era importante ci fosse Libera nel primo numero informatico di questo spazio di cultura. Il contrasto è ancora sotteso a questo tipo di eventi: fuori giovani con zaini, sacchi a pelo e materassini pronti ad accamparsi per la tre giorni degli stati generali dell’antimafia; dentro, la bonifica non appena arrivato Don Ciotti. Due stati sono ancora presenti.

Ultimo aggiornamento ( Martedì 03 Novembre 2009 12:04 )

 

Chi siamo e cosa faremo

In primo piano

Ci sono un biotecnologo, una letterata, un cervello in fuga, un matematico, una farmacista, vari scienziati e scienziologhi e un
poeta; non è una barzelletta, ma la nuova redazione di Uscita di Sicurezza. Il giornale che dal 1986 informa gli studenti padovani si
rinnova dandosi un’inedita veste grafica e raccogliendo collaborazioni da diversi settori del complesso mondo accademico.
Una pluralità di formazione che garantisce una visione completa e approfondita dell’Università a partire dalla condivisione del valore
dello studente, che resta al centro del nostro interesse, principio che condividiamo con la realtà del Sindacato degli Studenti, alla
quale siamo vicini nell’impegno per garantire un università pubblica, accessibile e di qualità.
Resta alla base del nostro operato la difesa dell’indipendenza del singolo collaboratore al fine di garantirne la libertà di espressione,
che equivale al diritto del lettore di essere informato in maniera corretta.
Non seguiremo la facile idea che vede il giusto sempre nel mezzo e che chiude gli occhi davanti all’evidenza. Crediamo invece nell’onestà dei
punti di vista e delle opinioni e nella presentazione non mistificata dei fatti.
Ci occuperemo di studenti. Dei loro problemi, dei loro diritti, delle loro aspirazioni.
Ci occuperemo di cultura, di quella scientifica e umanistica, e degli eventi artistici e sociali padovani.
Ci occuperemo di voi, e anche di chi vorrebbe non ci occupassimo di lui, perché siamo un giornale e non un giornalino.

La redazione

Ultimo aggiornamento ( Sabato 07 Novembre 2009 16:11 )

 

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