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Danza macabra
Domenica 07 Marzo 2010
Recensione a Sul confine – Carrozzeria Orfeo   La guerra e la violenza: due temi che hanno... Leggi tutto...
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Spesso la forma è sostanza
Sabato 06 Marzo 2010
L'approvazione del decreto salva liste mette in luce il vero male che sta uccidendo questo paese:... Leggi tutto...
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Galan replica al Presidente del CdS, ma senza argomenti
Martedì 02 Marzo 2010
Dopo il discorso del Presidente del CdS, Gianluca Pozza, che accusava la regione di aver approvato... Leggi tutto...
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Inaugurazione dell'anno accademico: Il Presidente del Consiglio degli Studenti contro tasse e discriminazione
Martedì 02 Marzo 2010
Sono passati 65 anni da quando, il 2 novembre del 1945, la nostra Università veniva insignita... Leggi tutto...
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Sguardi virtuali e incontri concreti - Recensione a Kish Kush di teatrodistinto
Sabato 30 Gennaio 2010
Recensione a Kish Kush di teatrodistinto In una società assillata dalla paura del diverso,... Leggi tutto...

Danza macabra

Arte

 

La guerra e la violenza: due temi che hanno fortemente segnato ogni epoca storica, sconvolgendola e rigenerando nuove umanità che risorgono dalle ceneri e dalle polveri lasciate dalla brutalità degli eventi. Polveri che, nonostante tutto, continuano ad aleggiare nell'aria, turbando la memoria e la serenità delle popolazioni coinvolte. Eppure, mai come oggi la distanza temporale e spaziale che si è creata nella società europea dall'esperienza concreta dell'evento bellico ha generato un immaginario che solo per il valore storico che portiamo culturalmente con noi ci permette di riconoscerne la crudeltà e, di conseguenza, condannarla: tutto rimane in superficie, solo suggerito da immagini che si insinuano in noi attraverso telegiornali e documentari. È necessario liberarsi dalle visioni imposte da un sistema che si deve necessariamente proclamare contro le atrocità per recuperare un contatto più intimo con un'esperienza che sconvolge in primo luogo i suoi protagonisti. Ricordiamo tutti i quadri degli artisti dell'espressionismo tedesco che, ritornati dalla prima guerra mondiale, hanno sentito l'esigenza di esprimere i loro fantasmi più oscuri dando così vita ad una nuova arte in grado di rappresentare le ombre create da un evento di cui non riuscivano a percepire la grandezza, ma di cui portavano tracce nella loro psiche e nel loro corpo. Carrozzeria Orfeo con Sul confine cerca di indagare proprio questa dimensione nascosta e raramente svelata, servendosi di tre personaggi immersi in uno spazio nero: è solo attraverso le parole provenienti dalla mente dei tre soldati che si possono costruire immagini grazie alle quali lo spettatore possa non capire, ma perlomeno immaginare, l'impatto della guerra su di un essere umano. Una scenografia inesistente si presta quindi a illuminare questa zona nascosta nell'animo umano attraverso fasci di luce che svelano la realtà solo per frammenti, gli stessi attraverso i quali i tre protagonisti possono ricostruire la loro personale esperienza a partire da uno stato di shock e incredulità: la luce, ideata da Diego Sacchi, in scena diventa elemento fondamentale per definire uno spazio della memoria di cui non si potrà mai percepire la totalità, in perfetta consonanza con l'idea che la guerra, per quanto indagata e sviscerata, rimane sempre qualcosa di inconcepibile da una mente razionale. Gabriele Di LucaMassimiliano Setti Alessandro Tedeschi appaiono persi in uno spazio della memoria alla ricerca delle cause che li hanno portati ad accettare di essere parte di un evento di cui non avrebbero mai immaginato la brutalità e la crudeltà. Tuttavia, il testo (di Gabriele Di Luca) e l'impianto dello spettacolo ostacolano la potenza di un messaggio che viene solo accennato. Gli argomenti toccati sono molti: l'esperienza tragica dell'uranio impoverito; l'impossibilità di riconoscere nei propri compagni persone incontrate nella vita prebellica, quando tutto scorreva fluido nella quotidianità di un'esistenza serena; l'incapacità di riconoscere perversioni e soprusi in un clima di totale violenza. Temi che rimangono solo accennati e che si perdono nelle coreagrafie di luci e corpi che danzano all'interno di una struttura narrativa eccessivamente cinematografica e che ricorda, nel modo di narrare la vita antecedente alla guerra dei tre soldati, le sceneggiature scritte da Guillermo Arriaga per la trilogia del regista Alejandro González Iñárritu (Amores PerrosBabel21 Grammi): intrecci che si snodano a partire da un punto centrale per il quale i protagonisti sono passati, incrociandosi. Una costruzione eccessivamente artificiosa che non permette agli episodi evocati di imporsi con forza nella mente dello spettatore e di avvicinarsi alla condizione interiore dei personaggi: la bellezza delle immagini innalza un muro che impedisce di percepire la portata disumana di un evento quale lo è la guerra che, ancora una volta, appare inenarrabile e distante dalla nostra vita quotidiana.

Visto al Teatro delle Maddalene, Padova

Giulia Tirelli

Per altre recensioni teatrali www.iltamburodikattrin.com

Ultimo aggiornamento ( Domenica 07 Marzo 2010 19:27 )

 

Spesso la forma è sostanza

Italia e Mondo

L'approvazione del decreto salva liste mette in luce il vero male che sta uccidendo questo paese: la pretesa di mantenere la sostanza sacrificando la forma ogni qual volta dia fastidio.
La rigorosità nel rispettare le forme è fondamentale. Non lo dico perché sono un matematico, anche nella vita politica pace e democrazia dipendono fortemente da ciò.
Si pensi all'Inghilterra, un paese che senza avere una costituzione ha preservato equilibrio e democrazia al suo interno anche nei momenti più bui. Un paese che ci pare spesso ridicolo per le sue forme cerimoniose e inattuali, ma che sopravvive proprio grazie a queste. Se domani la classe politica inglese cominciasse a ignorare e sbeffeggiare le ritualità e le consuetudini secolari che caratterizzano i rapporti tra i poteri il Regno Unito crollerebbe.
Il popolo italiano spesso mal sopporta le regole, trova frustrante porsi dei limiti nel rispetto di quelli altrui. Eppure e anche per questo che nel nostro paese malavita e fascismo continuano a vincere, è per questo che si sono tollerate le continue leggine a difesa di una o dell'altra parte o di entrambe. Se veramente vogliamo cambiare questa nazione prima di tutto dovremmo essere più rispettosi del patto sociale ognuno nella nostra vita, ognuno secondo le proprie responsabilità.

In molti sono sconvolti da quanto accaduto ieri, ma in fondo non è accaduto nulla di diverso rispetto ai continui provvedimenti che questa casta politica, e soprattutto Berlusconi, hanno approvato negli ultimi 15 anni. Solo una cosa è stata diversa: non si sono nascosti. La salva-liste, infatti, non ha goduto (probabilmente per mancanza di tempo) di alcuna scusante che la facesse rientrare nel formalismo repubblicano. Ecco perché in molti oggi gridano al golpe, ma questo non è il golpe, la presa di potere c'è già stata qualche anno fa, questo è solo il palesarsi in maniera formale del nuovo ordine.
Questa seconda repubblica è servita a smantellare le forme della prima, le tradizioni che avevano fondato la democrazia italiana, non a caso è sparito l'antifascismo. Non è una questione di lontananza storica, basti pensare alla Francia che oggi festeggia ancora la Presa della Bastiglia o agli Stati Uniti che festeggiano la loro Guerra di Indipendenza.
Aver cancellato dalla nostra memoria la resistenza al nazifascismo è significato distruggere la Repubblica. Allo stesso modo tante altre tradizioni repubblicane sono sparite: la consuetudine di dare la presidenza di una delle due camere all'opposizione, i comizi in piazza, le tradizioni interne ai vari partiti... senza contare lo svilimento del Parlamento con l'entrata di nani e ballerine.
Per questo possiamo tranquillamente dire che non c'è stata alcuna seconda repubblica in questo paese. Gli ultimi 15 anni sono stati usati per smantellare la prima e da ieri l'obiettivo è stato raggiunto facendo così il primo passo per un nuovo formalismo: la legge del più forte.
Ieri in Italia non si è colpita la democrazia, si è ufficializzata la fine dello stato di diritto.

Ultimo aggiornamento ( Sabato 06 Marzo 2010 18:25 )

 

Galan replica al Presidente del CdS, ma senza argomenti

Università

Dopo il discorso del Presidente del CdS, Gianluca Pozza, che accusava la regione di aver approvato una legge apertamente razzista nei confronti degli studenti extra UE (poiché limita al 3% le risorse per le matricole extra ue per le borse di studio), il presidente Galan replica con una falsità, dimostrata dagli atti amministrativi approvati dalla SUA GIUNTA.


Replica di Galan:

(ASCA) - Venezia, 1 mar - Il governatore regionale Giancarlo Galan replica allo studente universitario che in sede di inaugurazione dell'anno accademico, a Padova, ha sostenuto che la Regione attua politiche discriminatorie, appunto razziste e xenofobe, nei riguardi degli studenti extracomunitari. ''Nulla di tutto cio' risulta a chi conosce quanto fatto dalla Regione in questo settore - osserva Galan -.Esistono piuttosto condizioni particolari per quanto riguarda gli studenti extracomunitari a proposito di alloggi e servizi relativi a progetti che rientrano in scambi a livello internazionale. Tematica questa del tutto marginale, anche perche' mai la Regione da parte ne' di singoli ne' di associazioni ha ricevuto proteste come quelle chiaramente immaginarie avanzate stamane da uno studente ideologicamente addestrato''

http://www.asca.it/regioni-VENETO__GALAN__NON_FACCIAMO_POLITICHE_RAZZISTE_CONTRO_EXTRACOMUNITARI-474492--.html

 

Di seguito riportiamo l'art. 8 Comma 6, Decreto Giunta Regionale 6 maggio 2008 numero 1409 e l'art. 7 del Decreto Giunta Regionale Veneto del 12 Giugno 2009 numero 1351:

Riserve per l’assegnazione di borse di studio e servizio abitativo
1. Nella compilazione delle graduatorie riguardanti le borse di studio regionali (destinate come stabilito
all’art. 15), le Università e gli Esu-Ardsu:
a) riservano (quale limite massimo) agli studenti extraUe iscritti per la prima volta al primo
anno dei corsi di laurea (triennale) e dei corsi di laurea specialistica/magistrale a ciclo
unico,<g> esclusivamente il 3% delle risorse regionali </g> destinate complessivamente alle
matricole (italiane, Ue ed extraUe). Qualora, esaurite le graduatorie degli studenti idonei
alla borsa di studio iscritti agli anni successivi al primo (italiani, Ue ed extraUe) e le
graduatorie degli studenti matricole ((italiani, Ue ed extraUe non inclusi nella riserva) ed
una volta assegnato agli studenti matricole extraUe succitati il 3% delle risorse loro
riservate, residuino risorse del Fondo integrativo statale di cui all’art. 16 della L. n.
390/1991, il Dirigente della Direzione Regionale Istruzione potrà decidere di assegnare le
predette risorse residue agli studenti idonei alla borsa di studio regionale matricole extraUe
iscritti per la prima volta al primo anno dei corsi di laurea (triennale) e dei corsi di laurea
specialistica/magistrale a ciclo unico;

 

Come si evince chiaramente il Presidente Galan, che ha la responsabilità politica degli atti della sua giunta, ha emanato due decreti che impongono un tetto ridicolo ai fondi per il diritto allo studio degli studenti extracomunitari.

L'intervento di Pozza, pertinente e finalmente carico del coraggio necessario ad affrontare un cambiamento della situazione discriminatoria attuale, si limita a utilizzare, secondo il loro significato letterario, parole di accusa fondate da prove scritte e pubbliche, per ricalcare l'insostenibilità dell'attuale meccanismo.

Galan fa la voce grossa per nascondere un atto politico grave e incondivisibile. Tanto che ora se ne vergogna... sarebbe stato il caso di pensarci prima...

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 04 Marzo 2010 18:58 )

 

Inaugurazione dell'anno accademico: Il Presidente del Consiglio degli Studenti contro tasse e discriminazione

Università

Sono passati 65 anni da quando, il 2 novembre del 1945, la nostra Università veniva
insignita della medaglia d’oro al valore militare per l’importante ruolo che
essa, attraverso la lotta dei suoi studenti e dei suoi docenti, aveva ricoperto nella
liberazione dall’occupazione nazifascista e nella riconquista della libertà nazionale.
Le prime parole della motivazione che accompagnano questa onorificenza recitano:
“Asilo secolare di scienza e di pace, ospizio glorioso e munifico di quanti da
ogni parte d’Europa accorrevano ad apprendere le arti che fanno civili le genti”.

E proprio nel suo motto il nostro Ateneo riassume il valore universale e inalienabile
della libertà, della condivisione e dell’accoglienza: “Universa Universis Patavina
Libertas”, valori ripresi poi nella Costituzione repubblicana. Tale libertà va attivamente
difesa contro ogni azione contraria, che abbia come obiettivo quello di
riproporre un sapere per pochi, un’università chiusa al mondo, un privilegio a
discapito della multiculturalità verso la quale la società contemporanea inevitabilmente
evolve. Oggi è la giornata nazionale dello sciopero dei migranti.

Dopo i fatti di Rosarno e tutte le altre piccole, ma non meno meschine e dolorose discriminazioni, dobbiamo stare pronti e vegliare affinché ogni persona abbia le stesse opportunità e gli
stessi diritti indipendentemente dalla sua religione, dal suo sesso, dal suo orientamento
sessuale o dalla sua origine. Per questo non possiamo, come istituzione
di sapere e libertà, che condannare ogni forma di segregazione ed ogni gesto di
apologia delle atrocità commesse nel nostro paese. Com’è possibile quindi che a un nostro collega studente extracomunitario sia impedito di godere degli stessi strumenti per il diritto allo studio dei quali invece possono usufruire i cittadini italiani? Oggi in Veneto solo il 3% del fondo per le borse di studio può essere assegnato a studenti non comunitari.

 

Ultimo aggiornamento ( Sabato 06 Marzo 2010 19:31 )

 

Sguardi virtuali e incontri concreti - Recensione a Kish Kush di teatrodistinto

Arte

Recensione a Kish Kush di teatrodistinto

In una società assillata dalla paura del diverso, rassicura che l'Arte costruisca discorsi e racconti che tessano un velo attraverso il quale guardare l'Altro con uno sguardo ormai estraneo alla visione culturale contemporanea di una società come quella del Nord-Est italiano. Finalista a Premio Scenario Infanzia 2008, Kish Kush , che in ebraico significa "scarabocchio", si presenta come l'accenno di una riflessione in grado di far germogliare un approccio ormai dimenticato a ciò che appare lontano dalla nostra cultura, dal nostro modo di vivere, dal nostro modo di mangiare, dal nostro modo d'essere, a partire dalla disposizione stessa del pubblico. Non sorprende che teatrodistinto inviti il pubblico a circondare sui quattro lati la scena, in una sorta di abbraccio all'umanità, intesa come insieme di esseri umani, non importa di quale nazione, "razza", colore. Ed è proprio tale configurazione che permette a ciascun individuo di sentirsi unico e allo stesso tempo uguale a chi gli sta accanto. La possibilità di guardarsi negli occhi e di vedere le reazioni degli altri spettatori, apre ad un incontro, seppur subliminale, tra coloro che solitamente vivono il teatro in una condizione di totale solitudine, immersi nel buio della sala e nello schermo del palcoscenico. Questo aspetto acquista particolare rilievo se si considera la tematica trattata sulla scena: la didascalia dello spettacolo recitainfatti "storia di un incontro e delle sue tracce", tracce non solo dello spettacolo, ma del teatro come esperienza concreta, tangibile, in grado di modificare o aprire la nostra visione del mondo. Ed è proprio così che lo spettacolo ha inizio. Sulla scena, uno striscione bianco divide lo spazio diagonalmente, impedendo agli spettatori di percepire entrambi i mondi ricreati se non attraverso l'ombra che trapassa questo limite fisico. Ciò che è nascosto agli occhi appare come qualcosa di intangibile, di cui si cerca di ricostruire l'immagine congetturandone le caratteristiche a partire dal movimento del performer che sta oltre quella parete, quella soglia. L'invisibile (o sarebbe meglio denominarlo "l'inconoscibile?) appare come qualcosa di molto simile a noi, nelle nostre fattezze, qualcosa di cui percepiamo solo le somiglianze, ma non le differenze. Il bianco della scena permette di proiettare le ansie e le paure di un incontro che avviene in primo luogo tra dati virtuali, se si considerano il bianco e il nero come lo 0 e l'1 del mondo informatico nel quale siamo totalmente sommersi al giorno d'oggi e che ci permette di venire a contatto con realtà a noi distanti, verso le quali proviamo un'ansia di conoscenza carica di aspettative e che dà luogo ad una perdita quasi totale dell'esperienza fisica dell'incontro. I due protagonisti, inizialmente muti, si conoscono attraverso uno schermo che gli consente di tracciare il profilo di quel corpo che gli appare inizialmente così distante: un pennello permette loro di disegnare i contorni di quella che per la prima parte dello spettacolo sembra essere solo una presenza surreale. Ed è allora che iniziano veramente a conoscersi. Da questo momento avrà origine il loro incontro, spinti dalla curiosità, infantile in qualche modo, di scoprire cose nuove. Attraverso passi sempre più azzardati, quella che inizialmente era solo una fessura aperta nello schermo, si trasforma in qualcosa da strappare con tutte le proprie forze, fino a rivelare in tutta la sua apparenza un altro corpo. La sorpresa di trovarsi di fronte ad un essere umano identico a sè, ma diverso nel modo di vivere, non impedisce ai due performer di continuare il loro percorso di conoscenza. Una conoscenza profonda, che si serve di oggetti e immagini disegnate simbolici, in grado di svelare l'essenza di una cultura. La casa, il cibo e l'oggetto di culto si fanno emblema di ciò che è presente in tutte leDaniel Gol e Alessandro Nosotti, diretti da Laura Marchigiani, riescono a dare forma e tracciare, nel vero senso della parola, le dinamiche dell'incontro tra persone come portatori di mondi distanti gli uni dagli altri: la scelta di una scena totalmente bianca permette di trasportare il discorso su un piano universale senza perdere però il contatto con quella che è la realtà in cui viviamo quotidianamente. Nonostante il grado di astrazione che lo spettacolo raggiunge, il discorso è perfettamente comprensibile per quei piccoli spettatori (in particolar modo giovani tra i 6 e i 12 anni) a cui lo spettacolo è destinato principalmente. Il racconto, e quindi l'incontro, si articola secondo azioni e battute che richiamano atteggiamenti tipicamente infantili, reso attraverso immagini molto semplici: la rappresentazione di due case di dimensioni diverse, la tendenza a definire la proprietà dei propri oggetti e l'esserne gelosi. Proprio a questo punto la compagnia apre la prospettiva dello spettacolo ad una speranza: i due performer, seppur in modo molto cauto, riprendono il loro percorso di avvicinamento, tracciando percorsi che gli consentono di avvcinarsi ai reciproci spazi vitali. Lo spettacolo si chiude con l'immagine, quanto mai emblematica, dei due che tendono un telo bianco come quello che inizialmente li nascondeva l'uno all'altro, ma di cui ora rappresentano le due estremità: due punti tra i quali si apre un nuovo spazio bianco, da riempire con storie di altri incontri, di nuove conoscenze, in grado di generare spazi nuovi e diversi, ma capci di unire nonostante le differenze. culture, ma in forme diverse.

Sorprende di questo spettacolo il modo, sincero e crudele allo stesso tempo, di mettere tanto a nudo le dinamiche scatenate dalla mobilità dei popoli: ancora una volta, ciò che dovrebbe essere destinato ad un pubblico infantile è in grado di colpire al cuore anche adulti che, sommersi dal loro grado di maturità, dimenticano di fermarsi a riflettere sul mondo in cui vivono e di cui ormai non conservano alcuna traccia di consapevolezza.

visto al Teatro delle Maddalene, Padova

Giulia Tirelli

 

Per altre recensioni teatrali www.iltamburodikattrin.com

Ultimo aggiornamento ( Sabato 30 Gennaio 2010 10:35 )

 

SGUARDI SONORI

Arte

Sulla scena, solo forme geometriche ed un corpo. Suoni, movimenti, luci ed echi di visioni primordiali. Sulla scena del Teatro delle Maddalene, solo il mondo.  Con In cammino, andato in scena dal 18 al 20 dicembre, Tam Teatromusica riscopre il piacere di indagare la realtà come se fosse un fanciullo ad esplorarla.

 

Ultimo aggiornamento ( Domenica 24 Gennaio 2010 11:16 )

 

Padovani in piazza in solidarietà coi migranti di Rosarno

Italia e Mondo

Il 13 gennaio in piazza Antenore si è svolta una manifestazione in solidarietà ai migranti di Rosarno. Pubblicheremo di seguito ii principali interventi:

 





Ultimo aggiornamento ( Domenica 17 Gennaio 2010 13:04 )

 

Treni tedeschi tra Bolzano e Milano, ma le FS non lo dicono

Italia e Mondo

Vi sembrerà strano ma pare che in inverno nell'emisfero boreale nevichi. Deve trattarsi di un fenomeno mai visto, qualcosa dovuto sicuramente al riscaldamento terrestre. Mi pare quindi ovvio che in una situazione di tale emergenza l'intero sistema ferroviario italiano si blocchi e che quindi l'unica cosa da fare sia quella di invitare la gente che si mette in viaggio a “munirsi di panini e coperte, o almeno di un maglione in più nel caso in cui dovesse saltare la rete elettrica ” come ha detto l'amministratore delegato delle FS Mauro Moretti.
Comunque non voglio scrivere anch'io a proposito di quanto scandalosa sia questa situazione, come del resto lo è anche il fatto che servano i militare per spalare la neve dalle strade di Milano. Mi limito a dire che mi paiono ulteriori segni dell'ormai inarrestabile declino dell'Italia.
La notizia che vorrei dare è un'altra: se vi muovete sulle tratte Bologna/Milano - Verona - Bolzano - Innsbruck - Monaco di Baviera avete la possibilità di utilizzare le ferrovie tedesche DB in una collaborazione con quelle austriache OBB.
La nuova linea delle Deutsche Bahn è attiva dal 13 dicembre, ma pare che la notizia non sia stata diffusa. Infatti secondo il blog lavitaistruzioniperluso.com andando in biglietteria alla stazione per chiedere il biglietto o per chiedere informazioni non si ottengono risposte. Anche nelle emettitrici automatiche il treno, presente sui tabelloni, sparisce misteriosamente.
Insistendo un po' in qualche ufficio informazioni si scopre che esiste una circolare che vieta ai dipendenti delle FS di informare o vendere tali biglietti. Insomma uno strano tipo di libera concorrenza, tanto più se pensiamo a quanta pubblicità è stata fatta alla compagnia privata di Montezemolo di treni ad alta velocità.

A questo punto vi starete chiedendo come fare a utilizzare questi treni. Cominciamo col dire che sono intercity e eurocity e che pare siano un po' più cari di quelli usuali. Inoltre la vendita dei biglietti avviene o sul treno, a prezzo maggiorato, oppure su internet. Tuttavia chi li ha provati riferisce di un servizio molto migliore a quello a cui siamo abituati, avendo viaggiato in treno in Germania devo dire che la cosa è molto probabile.
Per saperne di più, qualora voleste sperimentare l'efficienza tedesca, questo è il sito di riferimento in italiano www.obb-italia.com, e qui potete trovare gli orari.
Mi raccomando, se li provate fateci sapere nei commenti qui sotto se effettivamente ne è valsa la pena.

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 24 Dicembre 2009 17:27 )

 

Niente borse sotto l'albero - 611 studenti senza borsa di studio grazie alla regione

Università

Oh Oh Oh! Quest'anno Babbo Natale ha portato una bella sorpresa sotto l'albero per 611 studenti dell'Università di Padova. Si tratta degli ultimi studenti idonei a ricevere la borsa di studio e che dopo un anno di attesa, siamo alla terza assegnazione, si trovano un bel pacco tra le mani. Vuoto.

Come purtroppo accade da anni, gli ultimi idonei alla borsa si trovano esclusi dall'assegnazione semplicemente perché i soldi stanziati dalla Regione non sono sufficiente a coprire tutti gli aventi diritto. Quest'anno la situazione è ancora peggiore del solito: così tanti esclusi (611) non si vedevano da anni, sebbene in passato con l'introduzione del modulo ISEE siano stati ristretti i parametri riducendo di molto il numero degli idonei.

Vediamo i numeri: La terza assegnazione vede lo stanziamento totale delle borse di studio agli iscritti al primo anno (1631 studenti), lo stanziamento parziale per gli iscritti dal secondo anno (3459 su 3882) e per gli iscritti fuori dall'unione europea (30 su 218). Quindi un totale di 611 studenti esclusi dal proprio diritto e una poco comprensibile differenza tra studenti UE ed extra UE, l'11% degli studenti UE sono esclusi mentre gli extra UE esclusi sono l'86% (rispetto agli aventi diritto nella terza assegnazione).

Fino a due anni fa era l'Università a supplire alle carenze della Regione mettendo di tasca propria le borse rimanenti. Già l'anno scorso ci fu una discutibile scelta di non adempiere più a questa supplenza, ma da quest'annoi sarà difficile pensare che l'Università possa stanziare nuovamente i soldi per queste borse visto i tagli operati dal Governo.

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 21 Dicembre 2009 23:44 )

 

PACS austriaci e matrimoni americani - Perché il matrimonio gay è diventato centrale in occidente

Italia e Mondo

La settimana scorsa l'Austria ha approvato una legge che regolamenta le unioni civili fra persone dello stesso sesso. La legge è frutto del compromesso tra socialdemocratici e cristiano-democratici, un accordo in cui la presenza dei secondi si nota marcatamente.
Infatti alle unioni civili omosessuali sarà vietata l'adozione, l'inseminazione artificiale e la possibilità di organizzare cerimonie nel luogo in cui avverrà la registrazione della coppia.
Ora non credo che dall'Italia, vista la nostra situazione, ci si possa lamentare di questo passo avanti dei nostri vicini alpini, tuttavia vorrei proporre un discorso più ampio e fare notare alcune questioni.

Questa norma sulle unioni civili stabilisce per legge un divisione fra coppia omosessuale e coppia eterosessuale, finendo col dire che tutte le coppie hanno dei diritti, ma alcune ne hanno un po' di meno. Il risultato è che lo stato indica con chi preferibilmente dovremmo creare la nostra famiglia, entrando così nel merito di chi dovremmo o non dovremmo avere come compagno della vita. Da questo punto di vista i nostri PACS erano molto meglio.
Dall'altra parte dell'oceano Atlantico questa questione è molto dibattuta negli ultimi anni. Le unioni civili sono già presenti in molti stati degli Stati Uniti, all'ordine del giorno è il matrimonio.
Nelle scorse settimane il Senato dello stato di New York ha votato contro la legge per il matrimonio omosessuale. In questa occasione la senatrice Diane Savino ha usato parole che mettono in luce chiaramente quale sia in realtà la posta in gioco, trovando così eco in internet fino al nostro paese.


A mio parere il passo più significativo è il seguente:

Vorrei raccontarvi una storia divertente. Stavo guidando sulla Sesta con il finestrino abbassato e, ad un semaforo, un ragazzo ha infilato la testa dentro – cosa in verità un po' sconcertante – perché aveva visto il mio distintivo del Senato. Mi ha chiesto: “Mi scusi, ci sarà un matrimonio gay ad Albany, questa settimana?” Ed io: “Sì, l'Assemblea ne discuterà, ma in Senato la cosa prenderà più tempo”. “E lei voterà a favore?” “Certo.” “Perché?” “Perché credo che sia giusto che chiunque possa decidere di condividere la propria vita e che il compito del Governo sia solo quello di amministrare il contratto che si decide di stipulare” E lui mi dice: “Ma così si stravolge il significato del Matrimonio!” E io gli ho risposto: “Vediamo un po' di chiarire questo significato. Io e lei ci siamo appena conosciuti, ma se volessimo domani potremmo andare in Comune e sposarci e nessuno oserebbe mettere in dubbio il nostro legame o chiederci spiegazioni sulle nostre motivazioni.” E lui: “Sì, è vero”. E io ho ribattuto: “E lei crede che siamo pronti per questo passo?!” [risate] Al che lui ha detto: “Capisco il suo punto di vista”. Ed è questo il punto: il Governo non è chiamato a stabilire la Qualità o la Validità di una relazione, perché se fosse così, allora dovrebbe invalidare tre quarti delle licenze matrimoniali! [mormorio di approvazione] Molte persone religiose pensano che dovremmo farlo, ma non lo abbiamo mai fatto e non lo faremo. Io sono Cattolica Romana, e la mia Chiesa ha il diritto di negarmi la possibilità di sposare chi non sia giudicato idoneo, ma il Comune non può fare questo, e ciò non cambierà mai. Le istituzioni religiose possono continuare a praticare la discriminazione nell'ambito del sacramento del matrimonio, ma noi non possiamo.”

continua....

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 16 Dicembre 2009 23:47 )

 

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